Presentazione

Un giorno mia moglie in un periodo in cui ero un pò giù di morale mi disse: “Michele hai bisogno di trovarti qualcosa oltre la famiglia e il lavoro che ti riempia, qualcosa che ti piaccia, che ti carichi. Potresti concentrarti sulla tua grande passione per la storia, per il passato dei tuoi nonni, per i racconti di quegli anziani che casualmente incontri e che ti fanno accendere gli occhi di curiosità e che ti fanno passare ore e ore con loro ad ascoltarli senza mai stancarti”. In effetti aveva ragione! Non trovavo il modo per comunicare alle persone tutto ciò che avevo visto e conosciuto negli anni così avevo deciso di spegnere la luce e dedicarmi alla sola routine quotidiana. Si, perché per me un vecchio libro di storia, il racconto di qualche anziano che è tornato dal fronte e tutto quello che mi riporta ad un passato che parla della mia terra mi ha sempre appassionato e incuriosito molto. E forse, aver abbandonato questi interessi mi avevano tolto una parte di felicità che col passare dei giorni sentivo mancare nella mia vita.  Dovevo fare della mia passione un hobby… Molto tempo prima di sposarmi ero solito passeggiare per i campi arati in cerca dei frutti millenari regalati dal terreno. La terra non solo ti offre l’opportunità di mangiare con il suo raccolto, ti permette anche di toccare con mano la storia. Conoscevo bene i luoghi dove un tempo sorgevano le abitazioni di epoca romana, sapevo dove trovare le lame di selce del paleolitico e conoscevo i luoghi dove la Battaglia del Solstizio aveva colpito. Passavo interminabili ore a raccogliere questi oggetti in superficie, molti dei quali donati al Museo della Bonifica di San Donà di Piave, quando esisteva il Gruppo Archeologico Heraclia…. Poi mi sono sposato, ho messo su famiglia e ho smesso. Un giorno, casualmente, un operaio venne a montare un mobile a casa mia. Il suo sguardo si fermò su alcuni oggetti che avevo raccolto in quegli anni di gioventù. Io non ero in casa, ma facendo alcune domande a mia moglie capì che ero un appassionato di storia e della Prima Guerra mondiale. Gentilmente informò Flavia dell’esistenza di un’associazione di cui faceva parte anche lui che si interessava proprio di argomenti che potevano piacere a me. Questa associazione si chiamava “Il Piave”. Incuriosito da questa novità decisi di iscrivermi.  Da quel giorno mi si riaprirono gli occhi, riaccesi la luce e ripartii. Ricominciai a leggere. Cosa che non facevo da anni. Comprai nuovi libri… Oggi sfrutto il web per comunicare e i libri per cercare per apprendere nuove nozioni. Grazie Associazione “Il Piave”….

http://ilpiave19151918.altervista.org/forum/viewforum.php?f=49

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